Finalmente sono riuscita a capire quale autobus devo prendere.
Maledetta la mia presunzione di sapermela cavare in ogni circostanza. Avrei dovuto stamparmi tutto a casa: treno, autobus, piantina della citta´. Ma mi aspettavo che nella efficientissima Germania chi lavora negli uffici informazioni delle stazioni ferroviarie fosse minimamente in grado di comunicare in inglese.
Nein.
Mia madre farebbe di meglio. Almeno lei parlerebbe italiano lentamente, scandito ed alta voce.
Queste bigliettaie teutoniche invece mi guardano con sdegno quando chiedo loro (a gesti ) di scrivermi almeno il numero del bus e della fermata su un biglietto.
Dankeshön.
Bene 636, fermata Psh+unasmadonnatadiconsonanti.
Sono stanca morta, grazie al cielo c'e`un monitor dentro al bus che mi dice qual e`la fermata verso la quale ci stiamo dirigendo e non devo stare attenta a non passarla per sbaglio.
Ok e` la prossima. Fuori e` un po' buio. Sara`dopo il bosco. Rettifico: fuori e` veramente buio.
Ma che fa? Si ferma? No, non e` possibile, stara` solo rallentando... Siamo in mezzo al bosco, ci sono solo la strada, gli alberi e l'oscurita`.
No.
Non ci credo.
C'e` una pensilina nel bel mezzo della foresta.
E` davvero la mia fermata?
L'autista urla qualcosa in tedesco e indica prima me e poi la porta. Merda. Devo scendere. Non voglio!
Ok, okeeeeeey, ora scendo.
Guardo l'autobus ripartire e coi i suoi neon l'unica fonte di luce si allontana da me fino a diventare un puntino remoto e scomparire del tutto....
Un'onda di terrore rompe gli argini delle palpebre e la mia nota spavalderia viene travolta e trascinata, chissa` dove, da litri di lacrime, come da un fiume in piena.
Se c'e` un incubo peggiore di rimanere da sola nel mezzo di una foresta tedesca buia come l'universo prima del Big Bang, beh, devo ancora sognarlo.
Questo in particolare mi ha turbato il sonno per tutta l'infanzia, solo che, purtroppo , ora che sono grande, non finisce che mi sveglio e chiamo papa`.
Ah, bello...Comincia così anche "Suspiria" di Dario Argento.... Forse qualche km. più in là nella foresta c'è una scuola di danza?
ReplyDelete:-)
Io ovviamente in Germania ho visto solo ciccione bavaresi con le treccine che, ad ogni tentativo di prender parola, mi appioppavano un boccale di birra..certo è che poi i corridoi dell'hotel mi sembravano più o meno la tua foresta nera eh.
ReplyDelete..magari trovavi nascosto un sentiero di mattoni gialli..
ReplyDeletebelle le metafore.
ReplyDeletee i palmipedoni??
ReplyDeleteI primi incubi peggiori della foresta e del big bang che mi vengono in mente:
ReplyDelete1) ritrovari soli per un intero pomeriggio con mughini
2) ritrovarsi soli a cena con giuliano ferrara
3) ritrovarsi soli a un raduno della lega
4) ritrovarsi soli con i pooh che cantano
darlin', ma dove c@&%o sei finita?
ReplyDeletei miei incubi peggiori:
-attraversare a piedi una strada a scorrimento veloce;
-..
basta.
Molto divertente.
ReplyDelete:))
Finalmente, una scrittura tragicomica.
cioè eri dove ho lavorato io per 4 anni e mezzo, bancone centrifuga e microscopio nel cuore dell'odenwald??
ReplyDeleteancorablu: eh? no capito
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