il funzionamento del cervello rimane un mistero insolubile
com'e' che dal pesare i reagenti per una soluzione sono finita a rivivere un momento lontano della mia infanzia ancora non l'ho capito
passando per il figlio della tecnica di laboratorio che vuole iscriversi a medicina, per cristina d'avena e arrivando a questo ricordo dolcissimo di mio padre quando ancora aveva quasi tutti i capelli neri
che avro' avuto sette anni, e facevo la seconda o la terza elementare e tutte le mie compagnette arrivavano a scuola con questa plasticosa pianolina con 10 tasti che abbinata al giornalino di cristina d'avena prometteva di farti diventare una cantante/musicista come il tuo idolo, lei che cantava tutte le sigle dei tuoi cartoni animati preferiti
la piccola ila, gia' al tempo, stava cercando di costruire la sua personalita' anticonformista, un po' snob e bastiancontraria per partito preso
una piccola testa di cazzo
quindi avevo affermato ad alta voce, perche' fosse ben chiaro, che la tastierina di cristina d'avena era da sfigati e io non ce l'avevo perche' non la volevo
ma poi i giorni passavano e le mie compagnette non si stufavano di quella schifezza e ci giocavano tutti i momenti liberi, tutte le ricreazioni e io non mi sarei mai abbassata a chiedere di poter giocare con loro usando le altrui pianoline
quindi mi sentivo esclusa
ed e' orribile sentirsi esclusi a sette anni
allora escogitai questo incredibile piano: potevo chiedere a papa' di comprarmela e avrei fatto finta di averla ricevuta in dono da qualche fantomatico lontano parente
il problema principale era che la tastierina era andata a ruba e non si trovava piu' in nessuna edicola del paesino e dei dintorni
papa', che girava parecchio per lavoro, promise che l'avrebbe cercata
e io me lo immaginavo che si fermava con la macchina in queste edicole padane o del basso piemonte, immerse nella nebbia, dove per forza dovevano avere ancora la pianolina di cristina d'avena perche' erano troppo sperse in queste lande brumose perche' qualsiasi bambina di sette anni potesse arrivarci da sola a comprarsela
ero convinta che in piemonte o in lombardia ci fossero centinaia di edicole stracolme di pianoline perche', a causa dei fitti banchi di nebbia, nessuno era riuscito ad arrivarci prima di papa'
che io la nebbia non l'avevo mai vista
che noi c'avevamo il mare con i pesciolini e voi soltanto la nebbia
beh mio padre la tastierina di merda non l'ha mai trovata ma io mi ricordero' per sempre la sua faccia dispiaciuta e la tenerezza che mi ha fatto gia' allora, che non me ne fregava veramente niente di niente, mi importava solo di buttargli le braccia al collo e dirgli che ero felice comunque
Io mentre faccio quella mezz'ora di fisioterapia con le robine attaccate penso sempre per passare il tempo: ieri immaginavo di essere una diva anni 20 che canta l'homme a la moto..
ReplyDeleteda piccola ero dipendente dal cristal boll che "non rompe niente e poi non macchia": n'è vero un cazzo, sia chiaro.
per abbracciare il principio del "posso ma non voglio" non è mai troppo presto.
ReplyDelete:)
mariposa: cristal bol era una figata ma me lo dimenticavo sempre con il tappo aperto
ReplyDeletedelle2-luna: nemmeno per essere teste di cazzo per quanto mi riguarda!
il cristal bol macchiava eccome :)
ReplyDelete..che tenero il tuo papo, anche il mio è così!!
..io nella nebbia ci sono nata, ci sono cresciuta e ci vivo tutt'ora, sono due bei maroni per dirla con un eufemismo.
la nebbia ce l'ho qui, cristo, che finisco nel culo delle mucche con la bici
ReplyDeleteche gioia
che belle immagini trovi sempre!
ReplyDeleteio sto cercando di riciclare la nebbia come ingrediente culinario. sarà per gli anni a venire quello che la polenta è stata finora.
Guarda che nel basso Piemonte gira da decenni la leggenda "dell'uomo che vagò per tutte le edicole, anche le più sperdute, e superò le sette prove magiche pur di trovare la pianolina di Cristina D'Avena"... Dunque era il tuo babbo? Si favoleggiava fosse un cavaliere del Graal, qui da noi, nelle notti di barbera e bagna cauda...
ReplyDelete:-)))
mio padre, dai viaggi di lavoro a novedrate, mi riportava delle bambole orribili.
ReplyDeletenon quelle per giocare, quelle da appendere.
l'inutilità fatta bambola.
però mi diceva che lassù vendevano solo quelle.
no, per dire.
non hanno solo la nebbia, anche oggettistica scadente.
Esistevano delle bambine che volevano diventare come Cristina D'Avena? Sul serio? Non bastava comprare un sopracciglio falso e metterlo a mò di ponte tra quelle naturali?
ReplyDeleteIo lo so che quella bambina un pò snob e bastiancontraria mi avrebbe spezzato il cuore.
LePass: quando dici belle immagini parli di me e la mia bici nel culo di una mucca, vero?
ReplyDeleteofvalley: fico, e' la traduzione del tuo cognome? eniuei, mio padre ha gia' una sua mitologia e prima o poi qualcuno scrivera' delle sue gesta, l'eroico little anthony :D
Lamic: pensa che una volta ho ricevuto un uccellino di plastica che frullava le ali dopo che lo caricavi a manovella... e volava davvero, per due metri. poi si schiantava e dovevi buttarlo.
Ma il mio regalo preferito erano gli aquiloni che nei giorni di tramontana si perdevano nei rami alti degli ulivi dietro casa.
Adoravo le trasferte di papa' :D
leo: (chiedo venia mi sono dimenticata di te nel commento precedente scusascusascusascusa)
ReplyDeletein realta' mi odiavano tutti perche' ero si bastiancontraria etc etc ma anche lamentosa, saccente e petulante come nessun altra bambina sulla terra!
e poi si, le mie compagne da grandi volevano ESSERE cristina d'avena... giocavano anche a KissMeLicia
(io volevo sempre fare Giuliano che quel gatto sarcastico mi faceva impazzire)
Giuliano era stato castrato. Mi pare evidente.
ReplyDeletenaaaaaaaaaaaaa
ReplyDeletedici?
gatto eunuco?
non c'aveva la voce cosi' squillante
asessuato. Completamente.
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