Sunday, 8 January 2012

London calling



Normal
0






MicrosoftInternetExplorer4





/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Table Normal";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:"Times New Roman";}


Se vuoi vedere il mondo basta che vai a vedere Londra. Ogni volta che ci torno ne sono piu’ convinta. Londra non e’ semplicemente la capitale dell’Inghilterra con la quale, tra l’altro, non ha nulla a che vedere.


E’ un concentrato di pianeta terra in tubetto.


E non sto parlando del centro chiaramente, noia mortale per Piccadilly o Oxford street, dove senti parlare piu’ italiano che inglese, dove tutti i negozi sono gli stessi, dove ogni caffe’ o ristorante e’ costruito in modo da non differire nemmeno per un tovagliolo da tutti gli altri, cosi’ che il cliente si senta a casa e protetto.


Come nello starbucks del tuo quartierte.


Stesso caffe’, stessa musica, stesso posto.


Meglio che me ne rimango sul divano.


 


A dispetto di tutto cio’, ho trascorso uno dei fine settimana piu’ fuori dalla mia norma da quando ho memoria.


Sono andata a trovare la Vale e tutto quello che volevo era qualcosa di diverso, che mi scuotesse dall’annoiata routine che mi ero cucita addosso dal ritorno dalle vacanze.


La noia e’ una way of life di cui, a volte, ho inconsapevolemente bisogno.


Bene, ho avuto soddisfazione, non che avessi dubbi...


La Vale vive a Londra da cinque anni, anzi, vive Londra da cinque anni, prendendosi il bello e il brutto che questo comporta ma affrontando la vita andandole contro.


Ci vuole coraggio e ci vuole incoscienza.


Ora per esempio sta a Brixton, fantasticamente variopinto quartiere a sud est, un tempo abitato solo da giamaicani e caraibici, ora melting pot dove pero’ i bianchi, ancora, sono guardati a vista e devono stare attenti a non pestare i piedi sbagliati in giro.


La Vale vive in uno squat. Che vuol dire, in buona sostanza, che non paga l’affitto.


Nel senso, se si dice squatter comunemente si pensa a gente sporca, violenta e drogata dalla mattina alla sera...no? Beh, non proprio.


In questo palazzo, costruito dalla citta’ di Londra per ospitare gli artisti che lavoravano ad un’esposizione una decina di anni fa e poi abbandonato al suo destino, ho conosciuto tutt’altra gente.


Magari sono stata fortunata, magari ho osservato solo il margine, ma io parlo di quello che ho visto, di quello che ho personalmente vissuto.


Parlo di chi ha occupato una casa disabitata, che l’ha pulita e resa vivibile, di bambini e barbeque in cortile, di vicini di casa che vengono a chiedersi in prestito quel che al momento serve e che quando devono restituirlo si presentano con un regalino gradito. Parlo di gente che incontri per la prima volta e a cui non importa quanto tu sia lontano dal loro modo di vivere (e io lo sono), non importa del tuo giudizio e, se ne hanno uno su di te non te lo vomitano addosso per giustificare le proprie scelte.


Parlo di gente che vive consapevolmente una situazione precaria e a tratti nemmeno troppo rassicurante, ma che l’ha deciso e che la sa gestire. Famiglie e fumatori di crack, idraulici e punkabbestia, cercando di avere meno problemi possibili e tenendosi d'occhio l'un l’altro, in una struttura simile ad una tribu’ ma che ricorda anche una famiglia.


Another world is possible, if you’re able to manage it.


Senno’ non rompere il cazzo e pagati 500£ di affitto.

2 comments:

  1. posto similissimo l'abbiamo visto a lubiana.
    il centro sociale Metelkova, che doveva essere ababttuto ed è stato occupato dagli squat..tutto bello e colorato e pulito :)

    ReplyDelete
  2. ooooh...come mi manca londra!! *____* non sono così deep in touch come te...cioè io sono più vecchio stile...cioè te alle 5 con le vecchiette XD ...però mi manca londra *__*

    ReplyDelete