Sunday, 8 January 2012

underground aka the halloween post



Normal
0






MicrosoftInternetExplorer4





/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Table Normal";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:"Times New Roman";}


Da quando la gente aveva cominciato a vivere anche sotto terra la sua esistenza aveva preso tutta un’altra piega. Una brutta piega, si potrebbe dire.


Se prima era un demone di tutto rispetto, temuto e sfuggito ora era diventato un semplice e fastidioso diavoletto da burle. Quanto meno umiliante.


Un tempo gli unici ad averlo incontrato e a sapere che in fondo non era cosi’ pericoloso come si diceva in giro erano quei pochi che sotto terra ci lavoravano. Povera gente, gran lavoratori, minatori per lo piu’, che grazie al pragmatismo delle persone semplici avevano imparato a condividere gli spazi e a non dargli troppo fastidio. Sapevano di quali tiri era capace: far saltare in aria una galleria, per esempio, senza preavviso o ostruire un ingresso che era accessibile fino alla sera prima. O anche far impazzire i giovani apprendisti spegnendo loro le torce e facendoli ammattire nel dedalo delle gallerie.


Il buio delle caverne, le tenebre del sottosuolo, l’oscurita’ dei regni sotterranei erano il suo indiscusso dominio e le persone erano terrorizzate anche solo all’idea di capitarci per caso. Figuriamoci se pensavano di andarci loro sponte.


Le favole producevano da sempre una vasta letteratura a riguardo dei pericoli e degli orrori a cui si andava incontro quando ci si avventurava sottoterra e persino i bambini erano perfettamente consapevoli delle minacce che vi erano nascoste.


Insomma era facile gestire la situazione. Essere confinati dove il sole non batte, sotto due metri di ghiaia, argilla e sabbia, voleva dire non avere troppe occasioni di imbattersi in forme di vita. Per fortuna.


Ora invece il silenzio ovattato di quando la terra assorbiva tutti i rumori, il perfetto potere insonorizzante del suolo, era solo un ricordo in cui rifugiarsi nei momenti piu’ cupi della sua depressione. Mille, centomila gallerie bucano la terra e brulicano di treni pieni di gente vociante che velocemente si sposta da un lato all’altro della citta’, affolla le stazioni e riemerge in superficie. Ma tornera’. Tornera’ a disturbare la quiete.


Troppa confusione in giro per poter tener tutto sotto controllo, troppo fermento per un solo povero demone asociale.


I suoi interventi sono ormai paragonabili a fastidiosi contrattempi come lasciare al buio una stazione per dieci minuti buoni, far soffiare un vento gelido dopo l’ultimo vagone della metropolitana, fare lo sgambetto a quel tizio sulle scale o rubare il biglietto di qualcuno che l’aveva appena comprato.


Ma qualche giorno fa, leggendo per caso uno di quei giornali di cui i treni sono tappezzati gli e'  venuta un’idea fulminante, l’idea del secolo, per liberarsi di tutto e di tutti... e, ciliegina sulla torta, tutti penseranno che e' colpa dei terroristi.


.


.





livefast_by_ilanio


 


13 comments:

  1. wol: per cosa?

    leo: per cosa?

    ReplyDelete
  2. pensavo ti fossi iscritta ai terrorishhti

    ReplyDelete
  3. la ila come virginia!
    Allora assolda anche il tuo demone per sterminare gli abitanti della MIA città e iniziamo a ripopolarla con la sis.
    (ammazza che legittimazione che abbiamo trovato pe scopà!)

    ReplyDelete
  4. legittimazione..che vuoi..sò cose :)

    ReplyDelete
  5. almeno potrebbe chiedere prima, ai passeggeri "Dolcetto o scherzetto?"

    ReplyDelete
  6. Avrei un paio di favori da chiedere al demone..per caso ha il telefono?

    ReplyDelete
  7. 'sti demoni musulmani. sciò, sciò!

    ReplyDelete
  8. leo: no, not yet, ma non autocensurarti, nan, che fa venire le occhiaie

    marip: virginia chi??

    sis: la mariposa ha dei piani diabolici in serbo e ha innate capacita' diplomatiche

    wolly: ok

    7sisters: non e' detto che non lo faccia...

    maallinen: telefono, mmm, non credo, ma poi provare a mandargli un messaggio in morse battendo i piedi per terra

    lepass: il demone in realta' e' buddista ma ha un pessimo karma

    ReplyDelete